|  Domenica 13 settembre 2026 | XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A Nella parabola, troviamo due atteggiamenti differenti: quello di Dio – rappresentato dal re – che perdona tanto, perché Dio perdona sempre, e quello dell'uomo. Nell'atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre nell'atteggiamento umano si limita alla giustizia. Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia, lo sappiamo. C'è bisogno di quell'amore misericordioso, che è anche alla base della risposta del Signore alla domanda di Pietro che precede la parabola. (…) La parabola di oggi ci aiuta a cogliere in pienezza il significato di quella frase che recitiamo nella preghiera del Padre nostro: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Queste parole contengono una verità decisiva. Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione: pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati. Affidiamoci alla materna intercessione della Madre di Dio: Lei ci aiuti a renderci conto di quanto siamo debitori verso Dio, e a ricordarlo sempre, così da avere il cuore aperto alla misericordia e alla bontà. (Francesco - Angelus, 13 settembre 2020)
Il Padre mio non perdonerà a voi, se non perdonerete al vostro fratello. (Cf. Mt 18,35) |
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